Rilevare tempestivamente gli squilibri consente all'impresa di intervenire prima che una difficoltà finanziaria, economica o patrimoniale diventi irreversibile.
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza collega l'organizzazione amministrativa e contabile dell'impresa alla capacità di individuare tempestivamente situazioni di squilibrio.
Per l'imprenditore collettivo, gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili devono essere adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa e consentire anche la rilevazione tempestiva della crisi.
Questo tema è direttamente collegato agli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili .
La crisi non coincide necessariamente con l'insolvenza. Può manifestarsi attraverso il progressivo deterioramento dell'equilibrio economico, della liquidità o della struttura finanziaria.
Situazioni contabili aggiornate, scadenziari, flussi finanziari, crediti, debiti e informazioni gestionali permettono di osservare l'andamento dell'impresa e individuare segnali che richiedono un approfondimento professionale.
La normativa richiede che gli assetti consentano di verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi.
Questa valutazione non può essere effettuata soltanto a fine esercizio. Richiede dati contabili e finanziari sufficientemente aggiornati, previsioni e una lettura realistica dei flussi attesi.
La qualità della contabilità e del controllo aziendale diventa quindi un elemento essenziale della prevenzione.
Ritardi nel pagamento di retribuzioni, fornitori, banche, tributi o contributi possono rappresentare segnali che devono essere valutati nel quadro complessivo dell'impresa.
Il singolo dato non sostituisce l'analisi professionale: occorre ricostruire la situazione economica, finanziaria e patrimoniale e comprenderne le cause.
Quando vengono rilevati squilibri, l'obiettivo deve essere comprendere rapidamente se l'impresa conserva prospettive di continuità e quali interventi possano essere adottati.
La riorganizzazione dei flussi finanziari, il confronto con i creditori, interventi societari, dismissioni, ricapitalizzazioni o altri strumenti possono essere valutati in relazione alla situazione concreta.
Le valutazioni societarie possono essere collegate anche alle operazioni straordinarie e di riorganizzazione.
Il Codice della crisi disciplina diversi strumenti per affrontare situazioni di difficoltà, ristrutturazione o insolvenza.
La scelta dello strumento non può essere automatica: dipende dalla situazione dell'impresa, dalla qualità dei dati disponibili, dai rapporti con i creditori e dalle concrete prospettive di risanamento.
Lo Studio può affiancare l'impresa nell'analisi economica, contabile, fiscale e documentale e nel coordinamento con gli altri professionisti coinvolti nelle procedure e negli strumenti previsti dalla legge.
La prevenzione della crisi inizia prima della crisi stessa. Una contabilità tempestiva, un'organizzazione amministrativa funzionante e un sistema di controllo proporzionato alle dimensioni dell'impresa consentono di prendere decisioni su informazioni più affidabili.
Anche il servizio di outsourcing amministrativo e contabile può contribuire a organizzare in modo continuativo documenti, dati e scadenze necessari al controllo aziendale.